Il B(A)ook Festival porta “Il processo degli animali” in Casa Circondariale
Presentazione del libro “Il processo degli animali contro l’uomo” in Casa Circondariale a Busto Arsizio
All’interno della settimana del B(A)ook Festival del libro e dell’editoria, giunto quest’anno alla sesta edizione, lunedì 18 maggio si è tenuto un incontro a cura di De Piante editore in Casa Circondariale. L’Amministrazione comunale di Busto Arsizio, in collaborazione con l’Associazione culturale Dalle libraie e lo Studio Legale Beretta-Moroni, ha scelto di presentare un libro in un luogo che fa parte a tutti gli effetti del Comune ma che di norma non è aperto a tutti. In questa occasione hanno potuto partecipare all’evento persone esterne al carcere, dipendenti della struttura penitenziaria e ristretti proprio per favorire il collegamento tra dentro e fuori che si cerca di incentivare con queste iniziative. Anche la scelta del libro non è casuale “Il processo degli animali contro l’uomo” a cura di Paola Tonussi (che purtroppo non ha potuto prendere parte all’incontro a causa dello sciopero generale).
Il testo è opera degli Ikhwān al-Ṣafāʾ, i cosiddetti Fratelli della purezza, una società segreta islamica che operò a Bassora nel VIII-X secolo. Studiosi di neoplatonismo, di astrologia, di dottrine e testi sacri, i Fratelli diedero vita a una straordinaria sintesi filosofica e religiosa della cultura islamica: un’enciclopedia composta da 52 “epistole” tra le quali si trova questa favola mistica. In un’isola lontana, al cospetto del re dei Jinn, gli animali intentano un processo all’uomo, che pensa di avere il diritto di schiavizzarli.
La modalità, scelta da Cristina De Piante e dagli altri curatori dell’iniziativa, di inscenare drammatizzandolo un vero e proprio dibattito in tribunale tra gli animali (a turno parlano il mulo, il cammello, il pappagallo, l’usignolo ecc) e l’uomo è stata molto coinvolgente per il pubblico che, alla fine della presentazione, è stato chiamato ad intervenire con domande o riflessioni. L’attualità del testo sta nel descrivere il continuo sfruttamento degli animali da parte dell’uomo ma, come pure avviene nell’ambiguo finale della favola, la condanna non è certa. Il processo continua.





